Avevo parlato qualche tempo fa – precisamente qui – di un progetto molto interessante, ma non pensavo di leggere: “Remote Year, Congratulations! You have been Selected.“.

Non sono un tipo che va ad infilarsi in ogni genere di progetto \ portale \ attività \ landing page o squeeze, però sono una persona curiosa, e soprattutto mi piace comprendere in ogni istante la percezione che ho del mio valore di mercato e il riscontro che il valore di mercato stesso ha di me.

Non penso di essere arrivato da nessuna parte, comunque quotidianamente sorpasso il limite, dando check a delle attività che il giorno prima forse non ero in grado di affrontare.

“YOU HAVE BEEN SELECTED”, VERAMENTE MI STATE CHIEDENDO QUESTO?

kyoto
Kyoto – Giappone

All’inizio non ho realizzato precisamente cosa mi volessero dire, pensavo di aver avuto aggiornamenti su come procedeva il progetto, pensavo di essermi iscritto alla newsletter, come ho già spiegato Remote Year è una Startup itinerante che si pone come obiettivo creare un team, e dimostrare che il remote working oltre ad essere una realtà può essere la più grande forma di “vacanza perenne con guadagno” al mondo.

Francamente non ho capito se questo progetto è destinato a proseguire o solo generare un case history molto corposa. Francamente non mi interessa la finalità.

Oggi tornando sul sito, ho letto gli aggiornamenti in merito agli itinerari, che ognuno di voi può controllare qui. Ma per darvi una carrellata riassumo così:

Remote Year will go to 12 different locations, 1 month each. There will be 3 legs of the trip:
Europe: 1) Prague, Czech Republic 2) Ljubljana, Slovenia 3) Dubrovnik, Croatia 4) Istanbul, Turkey
Asia: 5) Penang, Malaysia 6) Ko Tao, Thailand 7) Hanoi, Vietnam 8) Kyoto, Japan
South America: 9) Buenos Aires, Argentina 10) Mendoza, Argentina 11) Santiago, Chile 12) Lima, Peru

Direi profondamente impressionante, un’opportunità eccezionale per qualsiasi  tipo di professionista, imprenditore, dipendente, un’opportunità per qualsiasi persona voglia mettersi in gioco. Sto riflettendo molto sul significato della crescita personale, e in definitiva io credo, che la vita potrebbe riassumersi tranquillamente così:

È vero che nel mondo siamo 6 miliardi di persone e stiamo aumentando. Ciò nonostante, quello che fai, fa la differenza. Fa la differenza in termini materiali, fa la differenza per le altre persone e crea un precedente. […] Insomma, io credo che non dobbiamo mai chiamarci fuori, e credere di essere vittime di una concomitanza di eventi. Siamo sempre noi a decidere chi siamo.- Waking Life - 2001, Richard Linklater

Mi sono posto anche qualche domanda quando aprendo la mail stamattina ho letto che:

remoteyear-round2
Remote Year – Round 2 – http://www.remoteyear.com/

Molte delle domande che mi affollano la testa non sono riferite a me, come professionista, o al mio percorso, ma al contesto.

Una volta partecipai a una selezione su Linkedin, 1200 application, pensavo di essere spacciato, alla fine della selezione rimasero 3 candidati, io ero uno dei 3, “indiscrezioni” piuttosto rilevanti mi dissero che:

a. uno dei 3 era una risorsa interna, molto valore tecnico, pessimo valore umano, zero gioco di squadra e l’avrebbero fatto passare solo per levarselo dalle scatole;
b. uno dei 2 rimanenti, aveva già una case history nell’azienda, ma non gli era piaciuto (fu colui che mi girò “l’indiscrezione”);
c. l’ultimo rimasto ero io, il colloquio conoscitivo era una formalità, mi aspettavano per dirmi “SI”, impacchettarmi per Londra, firmare il contratto e poi spedirmi in casa madre in California per uno start di 6 mesi.

Io risposi NO, avevo altro da sistemare, la selezione era durata 6 mesi, la mia vita era cambiata, i miei obiettivi anche. Se vi state chiedendo la morale di questa favola, è semplice. Il mercato mi riconosce innegabilmente un valore, ben preciso e delineato.

E’ vero anche, che non sono ne ricco, ne famoso, non viaggio in business class e la mia faccia non tappezza le mutandine di qualche rinomata soubrette, quindi per quanto io abbia un valore, c’è al mondo chi ne ha molto più di me.

Ponendo una media, ben ponderata, il mio sconcerto nasce dal fatto che forse: TANTI NON TENTANO o TANTI NON SANNO?

Se a questa application (che oltretutto non avevo capito di aver compilato) ci fossero stati tanti miei colleghi, di diversi ambiti, possibile che sarei stato comunque selezionato?
Possibile che passando davanti all’opportunità molti dicano “Mah, non mi chiameranno mai” e quindi per paura di fallire non tentano?
Possibile che molti ciarlino in base a capacità stratosferiche, per poi arrivare a scoprire che queste fantomatiche skill non esistono?

Questo è il mio sconcerto. Sono molto lusingato perché ancora una volta “il mercato” mi ha dimostrato apprezzamento e quindi “Congratulations! You have been Selected.

Non so cosa farò di preciso in merito a questa richiesta, ma vi terrò comunque aggiornati sugli sviluppi. Forse ci vediamo a parlare di comunicazione dal più grande World Trip professionale che io abbiamo mai visto.

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