Era ora di parlarne: TROLL E FAKE POST, la metodologia giusta per farsi visualizzare e commentare?

Non sono mai stato uno che usa il Marketing Virale in tal senso, ma impazza già da un pò sulla rete – maggiorata dal risalto mediatico – la figura del TROLL e dei FAKE POST, chiariamoci “il perché” e come nasce questa metodologia per procacciarsi visualizzazioni.

Alla base dobbiamo dire che il discorso è abbastanza articolato poiché, il TROLL viene spesso identificato come una persona (anche se poi lo stile del troll diventa una vera e propria metodologia di approccio, non direttamente collegata a un’entità fisica), il FAKE POST è una forma di condivisione di contenuti INVENTATI di sana pianta ma che poi fa riferimento diretto anche a colui che la genera. Cerchiamo di andare un pò in profondità.

Innanzitutto partiamo dalla definizione di TROLL:

Troll: Il termine deriva dal mitologico troll, creatura umanoide diffusa, secondo la leggenda, nell’Europa settentrionale, in particolare in Norvegia. Dal sostantivo troll si derivano comunemente, sia in lingua inglese sia tramite l’adattamento alla lingua italiana, il verbo to troll (tradotto in trollare o trolleggiare), trolling (trolleggio), ovvero l’agire come un troll (fomentare gli animi provocatoriamente), e la locuzione farsi trollare, ovvero il cadere nella trappola di un troll, rispondendo alle sue provocazioni. Alternativamente, l’origine proverrebbe da un altro significato del verbo inglese to troll, muovere un’esca in modo tale da spingere un pesce ad abboccare.- Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(Internet)

Quindi il troll sarebbe una “soggetto” che mascherandosi dietro la facciata del #rompicoglioni riesce ad arrivare all’interazione, prende la comunicazione dal lato opposto al mio (#H2H – Human to Human) e riesce ad avere seguito di follower, like e commenti, molto più spesso flame di insulti.

Ma perché tutto ciò?

Semplice: economicamente a seconda delle performance si ottengono revenue economiche – anche molto significative – prendiamo 2 esempi eclatanti direttamente e indirettamente collegati all’operato del TROLL e dei FAKE:

– FanPage.it (Avere un atteggiamento di condivisione daTROLL): nasce come aggregatore di notizie, lanciate in maniera virale, il 90% del lavoro? (non voglio sminuire il lavoro svolto dagli amici di FanPage, ma da semplice aggregatore sono diventati una realtà filo-giornalistica) Scrivere titoli accattivanti, molto accattivanti, tramite una profilazione valida degli interessi degli utenti Facebook attua una politica di persuasione e conversione. Come?

Ipotizziamo che ad un pubblico femminile interessi l’attore RAUL BOVA e quindi lo stesso pubblico attui una condivisione di foto, adesione a gruppi, share di contenuti legato a questo personaggio pubblico. Ipotizziamo che Fanpage.it pubblichi un aggiornamento con (perdonatemi ma non sono ferrato in Gossip): “INEDITO RAUL, DOPO AVER CONQUISTATO LA NUOVA FIAMMA… GUARDATE COSA FA” ed ecco il BOOM!

Ricorda questo concetto TITOLO = Distrarre dal contenuto e generare Interesse.

Un orda di giovani / meno giovani o affatto giovani, che si catapultano incuriosite  e che cliccano per arrivare al contenuto, cosa genera quel click e quella visualizzazione? Pageviews, quindi rientro economico per le pubblicità CPM (Cost per Mille Impression) locata su FanPage.it, questo è il perché dietro a tutto, il LUCRO.

Avevi mai pensato di poter essere considerato/a un guadagno?

Quando navighi per i Social mentre TU pensi di essere il capitano della nave, in realtà sei solo un passeggero, e il tuo “guardare qua e la” diventa una fonte di guadagno per tutte le persone che gestiscono un portale di intrattenimento (informazioni, video, audio, immagini). TU sei il GUADAGNO dalle dita cicciotte che spinge sui link entusiasmandosi 🙂

FanPage TROLL TITLE
FanPage TROLL TITLE

 Questo è un classico esempio di ciò che spiegavo precedentemente, però rispetto al titolo dell’articolo “TROLL E FAKE POST” questa metodologia può essere considerato solo un veicolo a metà fra il TROLL (quindi creare uno stato di agitazione negli altri) e un titolo che sicuramente non ha niente a che vedere con il contenuto dell’articolo stesso.

Le scatole cinesi dei concetti Marketing.

Fake Post (e il soggetto che li genera): considerazioni in ambito ce ne sono a milioni, ne prendo una “vicino a me”, il mio concittadino ERMES MAIOLICAè arrivato alla ribalta – anche se non era la prima volta – per il FAKE su Teo Mammuccari che “pippa coca”, ma come agiscono i creatori di FAKE, semplice: Scrivono e Condividono, ma soprattutto Cercano.

In genere le immagini vengono prese da fonti autorevoli, e la ricerca avviene direttamente in rete, ricorda:
Google è tuo Amico, anzi Google è amico quasi di tutto, talmente tanto, che la maggior parte di noi, quando deve fare una ricerca la associa indissolubilmente a questa piattaforma.

Se effettuiamo una ricerca di keywords con riferimento alle sole immagini: MAMMUCCARI E COCA, esce un quantitativo di immagini di carabinieri che ci porta subito a pensare: E’ VERO, PIPPA COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI.

ERMES MAIOLICA - FAKE - Teo Mammuccari "LE IENE"
ERMES MAIOLICA – FAKE – Teo Mammuccari “LE IENE”

Anche i creatori di FAKE convertono, quindi generano profitto economico? DIPENDE. Dipende chiaramente se scrivono per portali, quindi generano traffico per la pubblicità, oppure hanno un proprio sito con cui oltre a generare traffico maggiorano la propria WebReputation, oppure aprono Pagine Fan a tema, avere il “potere” di stimolare la massa permetterà poi successivamente di canalizzare e “spingere” dei materiali a pagamento. Il FAKE è successore della Satira, che non creava FALSI ma si avvaleva dello stessa visione pungente a volte borderline fra il reale e il surreale per generare interesse.

Tutti possono fare Trolling e Fake post?

Direi proprio di Si, qualche giorno fa ho pubblicato un aggiornamento di stato su FaceBook, in cui dichiaravo di essere rammaricato poiché avendo prestato dei soldi a una persona, la stessa oltre a non avermeli ridati aveva truffato tanti altri dopo di me linkando un URL al profilo dell’utente sotto accusa.

Chiaramente il link era “preparato” in maniera da portare colui che avesse cliccato al proprio profilo personale e quindi suscitare un momentaneo stupore.

Cosa è accaduto?

– 3 Telefonate a notte tardi per chiedermi spiegazioni
– 2 SMS
– 20 Messaggi privati di informazioni / insulti
– 91 Commenti di cui la maggior parte inquisitori: Denunce, Insulti
– 1 Segnalazione a Facebook come contenuto NON IDONEO.

E scopro ora – cercando di fare uno screenshoot dell’accaduto – che sul mio profilo non c’è più alcuna traccia del mio post. Sarà un caso?
Non ho intenzione di preoccuparmene.

Personalmente in questo caso ho capito che:

– Il mio circolo di influenza è composto da coloro che hanno forte interesse al Gossip (specialmente quello NERO.)
– Non ho effettuato – sbagliando – nessuna verifica sui miei Contatti, ho un gran caos nel calderone.
– Attualmente non c’è distinzione ne percezione fra REALE e IRREALE. Molto Grave.
– La cultura media di coloro che occupano i Social Network è veramente bassa, contando che una piattaforma così “giovane” dovrebbe essere popolata da giovani e non da persone che voglio \ fanno finta di esserlo, per poi non trovarsi al passo con i tempi.

Facciamo un riepilogo:

TROLL: Coloro che con fare pungente “istigano” l’utenza a fare flame di commenti e condivisioni.

TROLL CONTENT SHARING: basandosi sullo stesso stile del TROLL (Persona) creano titoli accattivanti per ricevere una risposta dal pubblico che li legge.

FAKE: Coloro che generano “menzogne” per attrarre l’attenzione e diventare virali.

PERCHÉ: Convertire economicamente tramite click, condivisioni, visibilità e pubblicità.

Detto ciò, buon #trolling a tutti!
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